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Parrocchia San Biagio Ravecchia

ORARI SANTE MESSE

DOMENICA E FESTIVI ore 10.00
LUNEDì ore 17.30 (ore 17.00 recita del Santo Rosario)

Quaresima 2020

 

Quaresima 2020   Per un cammino di conversione

1-     LA CONDIZIONE  DELL’UOMO GRIDA IL BISOGNO DI SALVEZZA

 

C’è un mistero più grande degli altri nella vita dell’uomo. Dopo esserci stupiti per l’opera di Dio che ha fatto tutto bene, stupiti per la venuta tra noi di Cristo nostro Redentore, certe cose che accadono sembrano introdurre drammaticamente queste domande:  “le tue mani mi hanno plasmato e fatto integro in ogni parte: e ora vorresti distruggermi?”, “perché a volte io sono stanco della mia vita?”. (Giobbe cap. 10)

Perché in noi c’è un desiderio che non riusciamo mai a colmare del tutto?

Perché c’è questo bisogno di salvezza e assieme l’evidente impossibilità di salvarci da soli?

Esiste una risposta teorica che noi cristiani ben conosciamo: che  Dio è Dio e noi siamo creature, che Dio non vede le cose come noi,  che davanti a Lui le nostre colpe sono evidenti,  che qualche volta abbiamo l’impressione di non essere così cattivi come sembra, e ci sentiamo un po’ perseguitati. Ma tutta questa teoria sembra non reggere davanti agli avvenimenti, a ciò che capita.

Tutta l’umana esistenza può essere simboleggiata nel grido che si leva da sempre. 

Grida Giobbe oppresso da inspiegabili sciagure (Giobbe cap.7), grida il popolo di Israele schiavo in Egitto (Esodo 3,7-10), grida   la folla di cui Gesù ha avuto compassione sulla riva del  lago (Marco 6,34-44), gridano le donne e gli uomini  che fiduciosi o disperati accorrevano a Lui per essere guariti (Marco 5,21-43), gridano le vittime innocenti dei più grandi conflitti e crudeltà umane nei tempi moderni, grida la nostra preghiera più vera che è sempre domanda.

Di fronte a tutto questo, Dio ha preso l’iniziativa, ci ha amati per primo.

Ha mandato Suo Figlio  nella nostra condizione umana,  nella sofferenza fisica del dolore o della povertà, nell’angoscia di sentirsi abbandonato: è l’esperienza  di Cristo crocefisso (S. Paolo ai Filippesi cap. 2).

Allora, il Cristo che obbediente al Padre offre la sua vita per noi ha la sua ragione più vera, anzi unica nell’amore gratuito, nella fedeltà alla promessa,   nella conferma della speranza misteriosa che fa dire a Giobbe oppresso da indicibili e ingiuste sofferenze: “il mio Redentore è vivo” (Giobbe cap. 19).

 

Oltre alla fame fisica l’uomo porta in sé un’altra fame, una fame che non può essere saziata con il cibo  ordinario. E’ fame di vita, fame di amore, fame di eternità. E il segno della manna  come tutta  l’esperienza dell’esodo  conteneva in sé anche questa dimensione: era figura di un cibo che soddisfa  questa fame profonda che c’è nell’uomo. Gesù ci dona questo cibo, anzi, è Lui stesso il pane vivo che dà  la vita al mondo (cfr Gv 6,51).    (Papa Francesco)

Immagine Duccio da Boninsegna, Guarigione del cieco


Venite a me voi tutti...

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